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venerdì 1 dicembre 2017

L'UOMO DEL SIMILAUN


Ötzi è la mummia più nota come “L’uomo venuto dal ghiaccio” o “Mummia del Similaun”. Sembra che questa persona sia vissuta sulla Terra più di 5.000 anni fa e una leggenda vuole che abbia portato molta sfortuna a tutti coloro che hanno avuto a che fare con l’interruzione del suo lungo riposo. La storia della presunta maledizione, in realtà, potrebbe essere solo una serie di sfortunate coincidenze, mentre la cosa più curiosa e interessante della Mummia di Ötzi è la sua stessa storia.
 
Si tratta di una mummia naturale, ritrovata nel 1991. Un cadavere mummificato quasi perfettamente e conservato fra i ghiacci del Similaun, un monte che si trova fra le alpi Venoste in Alto Adige. Dalle analisi risulterebbe un cacciatore dell’età del bronzo, un uomo di circa 46 anni con abiti di pelliccia, scarpe in pelle, arco e frecce. Si pensa sia vissuto tra il 3350 e il 3100 a. C. e probabilmente, fu ucciso perché dai segni evidenti sul suo corpo si intuisce che era in fuga da degli aggressori. Infatti mostra tagli sulle mani, ai polsi e al petto, ha la punta di una freccia conficcata nella spalla e i segni di un colpo sulla nuca. La mummia è stata scoperta e riportata alla luce da due turisti tedeschi Erika e Helmut Simon durante un’escursione. Stavano camminando presso il passo Hauslabjoch, che si trova a circa 3.000 metri di quota quando notarono la testa e la spalla di una persona che sbucavano dal ghiaccio. Incuriositi, ma spaventati dal fatto che poteva trattarsi di un moderno escursionista, avvertirono le autorità. Un’analisi del DNA del sangue rinvenuto sui suoi indumenti e sulle sue armi, portarono anche a concludere che si era scontrato con almeno quattro persone prima di morire, dato che furono riscontrate tracce ematiche di diversi individui: una sul suo coltello, due sulla punta di una freccia e una quarta sul suo mantello. Forse altri quattro cacciatori come lui.
 

Ötzi, tra l’altro, porta diversi segni sulla sua pelle i segni indelebili di ben sessantuno tatuaggi. Essi consistono in punti, linee e crocette posizionati maggiormente dietro al ginocchio sinistro, nella parte inferiore della colonna vertebrale e sulla caviglia destra. Non è ancora chiaro quale tecnica avesse utilizzato per imprimersi questi segni o perché avesse scelto quei particolari posti, ma molti ipotizzano che furono realizzati con delle piccole incisioni poi ricoperte con carbone vegetale. Dato che ai suoi tempi i tatuaggi, come ogni segno di distinzione, avevano un significato e una funzionalità pratica, molti storici si chiedono se l’uomo di Similaun fosse uno sciamano. Questo spiegherebbe anche la quantità di funghi allucinogeni che portava nella sua borsa. Altri, invece, credono che la loro funzionalità fosse solo quella di ricordare i punti di pressione in cui doveva essere praticata un’antica tecnica di agopuntura poiché le posizioni dei tatuaggi corrispondono proprio a quei punti in cui ancora oggi viene praticata questa tecnica per il sollievo dal dolore. Ipotesi questa rafforzata dal fatto che dagli esami radiologici gli studiosi hanno trovato forme di artrosi proprio in quei punti, ma come faceva ad avere tutte queste conoscenze un uomo vissuto più di 5.000 anni fa?
 
Questa incredibile mummia nasconde misteri molto interessanti che potrebbero ancora una volta spingerci a dubitare e rivalutare delle nostre origini. Ötzi ora si trova al museo archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, insieme ad altre scoperte fatte nella zona. Se vi capita di passare nelle vicinanze, potreste andare a vederlo.