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lunedì 5 giugno 2017

L'ACQUA E' UN BENE COMUNE

L'Italia ha svolto un ruolo trainante, riconosciuto a livello mondiale, in tema di gestione, utilizzo, accessibilità e politiche pubbliche sull'acqua. Sia dal punto di vista tecnico, con grandi eccellenze nella gestione ed erogazione dei servizi che dal punto ideale.
Questo ruolo di leadership internazionale dell'Italia é stato conquistato grazie al lavoro di alcuni soggetti illuminati e di un ampio lavoro di cittadinanza attiva che ha ribadito, attraverso un referendum (nel 2011) in cui 27 milioni di italiani hanno votato a favore, che l'acqua é un bene comune.
La nozione giuridica di bene comune è stata elaborata per la prima volta nel 2007 dalla Commissione Rodotà istituita dal Governo Prodi per riformare il Codice civile in materia di beni pubblici. Un tema ancora aperto. Il testo della Commissione Rodotà non è divenuto legge ma è penetrato in innumerevoli regolamentazioni locali volte a garantire accesso e buon governo della risorsa idrica.
Nel regime giuridico attuale nazionale l'acqua resta un servizio pubblico locale di interesse economico generate - per cui viene garantito il diritto a un quantitativo minimo vitale di acqua pro-capite di 50 litri giornalieri, anche in caso di morosità - pertanto, per l'affidamento del servizio idrico integrato non è prioritario rivolgersi a società pubbliche.
 
Nel paese perdura una scarsa fiducia dell'acqua di casa propria: secondo l'Istat un italiano su tre non beve l'acqua del rubinetto. Secondo una ricerca di Altroconsumo del 2015, realizzata prelevando 35 campioni di acqua dalle fontanelle pubbliche in tutti i capoluoghi di regione e in altri centri particolarmente popolosi. emerge che in Italia l'acqua del rubinetto é buona e di alta qualità. In vetta alla classifica: Aosta, Ancona, Caserta e Perugia. Come sconfiggere questa poca fiducia? A breve l'Italia dovrà recepire la Direttiva Europea 2015/1787 per i Piani di Sicurezza Idrica (Water Security Man) un sistema di controllo olistico, che dovrebbe ulteriormente certificare la bontà dell'acqua italiana. Potrà una legge rassicurare tutti i consumatori?