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venerdì 9 giugno 2017

I RAGAZZI DEL PARCO VERDE

Ludovico Crocetta e Carmine Mascolo erano due ragazzi che, allora, avevano rispettivamente dieci e dodici anni. Riferirono di aver visto in cielo, la sera del tre novembre 1990, tra le 20:30 e le 21:00, un oggetto luminoso, di forma emisferica, che proiettava dei fasci di luce verso il basso.
L'oggetto comparve improvvisamente, come il lampo di un flash e stazionò per qualche minuto nel "Parco Verde" di Cicciano in provincia di Napoli. In seguito, sul posto furono rilevate, su di un massetto di calcestruzzo, delle tracce simili a bruciature: delle "macchie" circolari di colore scuro. Tre di queste, del diametro di 20 cm, erano poste a distanza regolare (rispettivamente a cm 350 e 285 l'una dall'altra) a formare i vertici di un triangolo isoscele; la quarta, invece, del diametro di 30 cm, era situata al centro della suddetta forma geometrica in posizione quasi ortocentrica.
Questo particolare fu messo subito in relazione all'avvistamento, caratterizzato da quattro distinti fasci luminosi proiettati al suolo mentre l’oggetto prendeva quota.
 


Successivamente, grazie al tempestivo intervento di Umberto Telarico, inquirente locale del CUN, furono effettuati i rilevamenti ed il prelievo di campioni delle tracce, per le analisi.
Sul caso, nulla ebbe da segnalare l’Aeronautica: i militari, infatti, riferirono che quella sera, tra le 20:30 e le 21:00, nella zona, non fu registrata alcuna anomalia nel traffico aereo.
Ma l'episodio di Cicciano si inserisce in una serie di avvistamenti, che ebbero inizio proprio quella settimana, confermati da una lunga serie di segnalazioni avvenute nel Nord Italia e in tutta Europa. In effetti la sera del 5 novembre, a neppure 48 ore di distanza, numerosi piloti segnalarono, durante il volo, la presenza di fenomeni luminosi di dubbia natura e l’avvistamento di un oggetto strutturato di forma triangolare.

Le analisi fisico-chimiche, effettuate su campioni di cemento prelevati dalle tracce ed espletate da diversi istituti universitari, non diedero i risultati sperati a causa dell'inesperienza degli inquirenti e del ritardo con cui questi li fecero pervenire ai laboratori specializzati. Tuttavia, dalle indagini termico-differenziali (DTA), eseguite da Alessandro Dattilo e Vincenzo Iorio, risultò che i materiali che componevano il calcestruzzo prelevati nel Parco Verde di Cicciano, (quelle scure, che presentavano al microscopio residui carboniosi legati al cemento) erano stati sottoposti ad un potente irraggiamento elettromagnetico.
Con tutta probabilità, i campioni analizzati erano stai irradiati da una fortissima sorgente di microonde, la cui intensità era tale da far propendere per una tecnologia extraterrestre.

II caso di Cicciano, è bene ricordarlo, fu sottoposto al fuoco incrociato degli scettici che cercarono, inutilmente, di dare al caso una connotazione "ufficiale" nel tentativo di ridimensionarne la valenza, ad esempio adducendo all'origine dei fatti la caduta di un velivolo spaziale sovietico, ma la sua autenticità resta tutt’ora innegabile.