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venerdì 25 marzo 2016

YEZIDI: GLI ADORATORI DEGL ANGELI VEGLIANTI





C’era una volta un pastore, Yezid, che stava riportando il suo gregge nella caverna sulla montagna in cui viveva. All’improvviso il cielo venne squarciato da un lampo accecante mentre, quasi simultaneamente, si udì un assordante rumore di tuono. Il pastore atterrito vide apparire un angelo in mezzo al cielo con un’enorme lancia in mano. Seguì un altro tremendo rombo di tuono e cadde un fulmine, mentre qualcosa era scagliato giù dal cielo e precipitava sui picchi. Si levò una potente raffica di vento che percorse le cime delle montagne. La vallata ne fu scossa. Subito dopo una grande quiete. Riavutosi dal terrore, il pastore si alzò dalla terra sulla quale era caduto e si guardò attorno. E notò che, all’interno di una profonda gola, laddove si era abbattuto il fulmine, era comparso un enorme cedro. Dalla parte opposta al cedro si vedeva un meraviglioso pavone, malconcio ma ancora vivo, che si guardava attorno mentre tentava di uscire dall’abisso. Il pastore, con notevole rischio per la sua vita, camminò carponi sino all’albero caduto e prese l’uccello sofferente tra le sue braccia. Dopo aver lavato le sue ferite in un vicino ruscello, lo portò dentro la caverna che era la sua casa. Senza minimamente pensare al riposo, lo assistette per tutta la lunga notte. Quando giunse il mattino, il pavone si era completamente ristabilito e parlò al pastore in voce umana dicendo: “Non avere paura, uomo, tu sei stato cortese con me nella mia disgrazia, così io voglio ricambiare con te e con tutti i tuoi discendenti. Io sono lo Spirito del Male, scagliato giù dal cielo dal mio fratello, lo Spirito del Bene. Ma io non sono sconfitto. Sulla terra, come in cielo, voglio continuare la lotta. Tra gli uomini io seminerò infelicità e instillerò il mio veleno nei loro cuori in modo che un acerrimo conflitto possa nascere fra le genti e instaurarsi in modo permanente. Insegna ai tuoi discendenti ad accettare il Male come tu hai accettato me. Sii compassionevole nei confronti del Male come per voi stessi e gli altri. Dilettami con delle canzoni. Placami con delle preghiere. Assistimi come mi hai assistito nella notte appena trascorsa”. Così dicendo, l’Angelo Pavone, Malak Tawus, come aveva detto di chiamarsi, spiegò le sue ali e volò sulla cima inaccessibile della montagna.


Non è difficile capire perché il resto del mondo religioso disprezzi i discendenti di questo compassionevole pastore. “Dal giorno della caduta dell’Angelo Ribelle”, dichiara un esponente Yezidi durante il raduno di dicembre, data che commemora la nascita di Yezid e coincide con il solstizio d’inverno “noi cantiamo inni per placare e glorificare lo Spirito del Male, ma i nostri inni sono disprezzati dal resto del mondo. I cristiani e i musulmani ci odiano e ci perseguitano. Ci chiamano ‘Muraddun’, ovvero infedeli e adoratori del Diavolo. Lucifero per noi non è l’occidentale principe del Male e delle Tenebre, ma il capo supremo degli angeli e portatore di luce. 
La filosofia religiosa Yezidi, per quanto corrotta con elementi giudaico-cristiani, nega infatti l’esistenza della malvagità e rifiuta quindi il concetto del peccato, del diavolo e dell’inferno. Un’occasionale disobbedienza alle leggi divine è espiata attraverso la metempsicosi, la trasmigrazione delle anime attraverso la quale avviene la progressiva purificazione dello spirito. Lucifero ha pagato, cadendo sulla Terra, e trasferendosi nel corpo del pavone. Dalla sua vicenda si traggono auspici di perdono e di tolleranza.


È una posizione forse incomprensibile per un occidentale. Ciò che invece salta agli occhi è che, a meno di trenta miglia dai templi di Lalish, ci sono – o dovrebbero ancora esserci – i siti archeologici di Shanidar-Zawi Chami, nel Kurdistan turco, dove gli archeologi Ralph e Rose Solecki scoprivano negli anni Cinquanta antiche rovine e grandi ali di uccello, particolarmente quelle di una grande otarda, risalenti a oltre diecimila anni fa, reliquie indicative di un religioso rituale che implicava gli uccelli e che impiegava le loro ali, possibilmente come parte di un particolare costume sacerdotale. L’artistica combinazione di ali ed esseri non alati come umani (per raffigurare gli dei), leoni (le sfingi), tori (simboli reali) o le ali più in generale come ornamento nei costumi sacerdotali, sono comuni in molte culture, ma la rappresentazione della suprema deità come un uccello pennuto e in grado di volare è una peculiarità degli Yezidis. L’uccello icona di Lalish è il pavone. Però non esistono pavoni in Kurdistan. Alla luce delle scoperte di Zawi Chami, la grande otarda potrebbe essere la “vera” icona originale degli Yezidis, in quanto nativa del Kurdistan e assomigliante al pavone, che è in realtà un uccello originario dell’India. Ma, forse, la verità potrebbe essere un’altra. Perché quelle grandi ali fossilizzate, a volte sei e a volte quattro, potrebbero identificarsi pure come le ali dei Veglianti, la mitica razza degli angeli corrotti divenuti, dopo la caduta, esseri maligni e crudeli.

lunedì 21 marzo 2016

LA TEORIA DELLE STRINGHE


La teoria delle stringhe ipotizza che l’universo che conosciamo, a tre dimensioni (in realtà, a quattro: lunghezza, larghezza, profondità e durata) potrebbe essere soltanto una frazione di un universo superiore a ulteriori dimensioni. Queste ultime potrebbero essere “aggrovigliate” a livello subatomico oppure potrebbero trovarsi ovunque, in un luogo che possiamo descrivere matematicamente ma non fisicamente.
Viviamo dunque in un multiverso? Cosa sappiamo delle regole  che ci permetterebbero di passare da un universo all’altro? Se gli universi paralleli si sovrappongono, si separano a causa di vibrazioni di frequenze diverse, non c’è modo di saperlo. Ma, per dimostrare che ciò accade, abbiamo a disposizione migliaia di casi che sembrano appartenere ora al paranormale, ora all’ufologia, quando non al miracolismo.
 
Nel 1670, l’abate Nicola Mountfaucon de Villary scrisse un libro intitolato “Il conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle scienze segrete”, nel quale sono riportate cronache risalenti al regno di Pipino, di Carlo Magno e di Luigi il Buono, tutti Re di Francia. L’abate racconta di come il famoso cabalista Zedechia cercasse di convincere la gente che gli elementi sono abitati dagli spiriti dell’aria: i silfi. Costui invocò i silfi ed essi si mostrarono con gran magnificenza, addirittura servendosi di navi aeree di mirabile fattura. Ma gli uomini del tempo non erano pronti ad un simile evento e credettero di essere sotto l’influsso di un sortilegio. I silfi, allora, per convincere il popolo, cominciarono a rapire gli uomini, mostrando loro incredibili meraviglie per poi ricondurli a terra in vari luoghi del mondo. Per esempio, pare, che un giorno a Lione, si videro scendere dalle navi aeree tre uomini ed una donna, i quali riferirono di essere stati rapiti da creature prodigiose. Furono sottratti alla folla inferocita e al rogo solo per l’intervento provvidenziale del vescovo della città, Agobardo,  il quale proclamò la loro innocenza adducendo l’impossibilità di quella esperienza. Introdusse così, per primo, quella regola del non può essere, quindi non è, oggi molto in voga nei confronti  della questione UFO. E cronache del genere, andando avanti nel tempo, continuano.
 
Il poeta e storico svizzero Renward Gysat, narra di come nel novembre del 1572, un certo Hans Buchmann scomparve senza lasciare tracce, nonostante le accurate ricerche portate avanti dagli abitanti del luogo. Fece ritorno diversi mesi dopo con il volto tumefatto e coperto di ferite. Riferì che una notte, mentre camminava, fu sollevato in aria da una forza sconosciuta e trasportato  fino a Milano.
L’undici giugno del 1616, il conciatore di pelli Cristoph Kotter mentre era in cammino diretto a Görlitz, in Slesia, ebbe un incontro con una creatura straordinaria, da lui poi definita un angelo. Dopo quell’incontro, gli capitò spesso di trovarsi in località anche molto lontane  senza avere la più pallida idea di come ci fosse arrivato.
Nel  XVIII secolo, in Russia, un cosacco di nome Puschkin sparì sotto gli occhi di alcuni villici mentre inveiva contro una misteriosa sfera  di circa tre metri di diametro comparsa all’improvviso in un campo. La sfera sparì così come era comparsa, mentre il cosacco ritornò dopo due giorni, barcollante, debilitato e senza alcun ricordo di ciò che gli era accaduto.
 
Da un certo punto di vista, tutta questa casistica sembra potersi ricollegare alle abductions: i rapimenti alieni. Tuttavia, esistono episodi sconcertanti, che si possono rinvenire nelle cronache degli ultimi tempi e le cui particolarità potrebbero essere spiegate con l’ipotesi del multiverso. Il caso più enigmatico è sicuramente quello della signora Wanda Slavich. Scomparsa dalla stazione di Brescia il tredici febbraio del 1995, dopo essere stata accompagnata sul posto dal marito, Luigi Scagliori. La signora, sessantanovenne, al momento della sparizione, fu lasciata a pochi metri dall’edificio nel quale sicuramente entrò anche se, pare, non fu notata da nessuno e neanche riuscì a comprare il biglietto del treno.
Scomparse nel nulla anche due donne di Torino: Letizia Teglia e Marina Di Modica. La prima, ventiquattro anni, non vedente, sparisce misteriosamente ad una fermata dell’autobus nel tardo pomeriggio del trenta agosto 1995. La seconda, quarantenne, si volatilizza l’otto maggio del 1996, dopo aver fatto acquisti in Via Madama Cristina.
Citiamo infine, il dieci agosto di quello stesso anno, il caso tristemente noto della piccola Angela Celentano, di tre anni. Un evento ricco di stranezze, tra le quali non si possono non notare  le stesse, repentine modalità della sparizione: “un attimo fa era qui che giocava e poi…”  

lunedì 14 marzo 2016

IL LIBRO DI ENOK





I libri di Enok sono testi dai quali possiamo trarre testimonianze inquietanti. Rapimenti alieni, manipolazioni genetiche, contatti extraterrestri sembrano caratterizzare le tre versioni del libro, in realtà, una collezione di scritti a più mani risalenti a un periodo stimato fra il 170 a. C. e il II secolo d. C.
Quale sia l’importanza di questi libri, un tempo accolti tra i libri canonici ed in seguito esclusi perché non in linea con le sacre scritture è presto detto: in essi si narra in maniera dettagliata dei primi incontri, precedenti al diluvio, tra gli angeli e gli uomini della Terra. Nel libro di Enok troviamo spiegati in maniera chiara e comprensibile tutti quegli episodi biblici che nei testi canonici sono a malapena accennati.
Questa narrazione, trascritta oltre duemila anni or sono da uomini privi di conoscenze scientifiche è, a dir poco, sorprendente se messa a confronto con racconti contemporanei di rapimenti alieni. In Enok ritroviamo la stessa meraviglia, lo stesso sconcerto di chi oggi racconta di essere stato sollevato in aria da un fascio di luce e trasportato all’interno di una strana macchina volante al cospetto di esseri (dal volto di cristallo) che indossavano scafandri.

A bordo della macchina volante, Enok apprende della ribellione dei Veglianti. Questo episodio, accennato anche nella Genesi, è riportato in modo più accurato. Rileggendo, in questa chiave, il noto episodio nel quale gli angeli si unirono alle donne terrestri, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una razza di colonizzatori che tradiscono l’iniziale obiettivo, presumibilmente, quello di osservare senza mai interferire. Prendono mogli umane e si mescolano alla popolazione offrendo agli uomini conoscenze e tecnologia. Questa idea è ribadita in una parte del testo in cui un Vegliante insegna agli uomini l’arte della metallurgia.

“E Azazel insegnò agli uomini a fare spade, pugnali, scudi e corazze e fece loro conoscere i metalli.”

La stessa unione tra umani e veglianti genera i Nephilim, nome che ci è assai familiare. Costoro non sono necessariamente frutto di un rapporto sessuale, in un passo del libro si accenna chiaramente a manipolazioni genetiche che i veglianti, come sembra i moderni grigi, effettuano e sperimentano.

“E Kas, il figlio del serpente, insegnò ai figli degli uomini tutte le punture degli spiriti e le trafitture dell’embrione nell’utero.”

È interessante notare la dizione “figlio del serpente”, che ci riporta all’interpretazione della Bibbia in chiave ufologica realizzata, nel 1960, dallo studioso Brinsley le Poer Trench, che nel libro “The sky people”, giunse alla conclusione che gli antichi patriarchi ebbero contatti con un popolo proveniente dallo spazio che aveva come simbolo un serpente.

domenica 13 marzo 2016

I LIBRI IN CRISI




Negli ultimi mesi, più volte, sono apparsi sulla stampa italiana articoli sul crollo degli ebook, scritti con malcelata soddisfazione, come se l’ebook fosse un nemico della cui sconfitta gioire. In realtà, stando agli ultimi dati pubblicati dall’Associazione Italiana Editori, la situazione degli ebook non è certo rosea, ma va anche considerata in un contesto, quello della lettura dei libri in genere, che è da tempo in crisi: il 60% degli Italiani non legge nemmeno un libro all’anno.

venerdì 11 marzo 2016

I FABBRICANTI DI UNIVERSI: SERATA DI PRESENTAZIONE



Parafrasando un articolo di VIDEOLINE 
(http://videolinepacilioart.it/presentazione-del-libro-fabbricanti-universi/) mercoledì nove marzo scorso, c’è stata la presentazione del libro I FABBRICANTI DI UNIVERSI. L’evento ha preso vita c/o La Casa Del Popolo, in Via Salomone 28 a Qualiano, dove lo stesso autore ha presentato il libro nell’ambito dell’iniziativa ”LEGGIAMOCI”.
Un grande evento culturale quello di mercoledì sera, che ha visto come protagonista un ex pilota ora responsabile dell’ufficio Politiche Sociali del Comune di Qualiano (NA), degnamente accolto da Carmine Sgariglia, rappresentante della CASA DEL POPOLO. Aperta da quattro anni, La Casa del Popolo, ha già al suo attivo diverse iniziative culturali, dal cineforum alle cene sociali. Lo scopo é quello di essere un punto di aggregazione per i giovani.
Serata riuscitissima, durante la quale sono stati affrontati diversi temi, spaziando dalla cultura al sociale. Non sono mancati gli interventi di colleghi ed amici del neo scrittore. Tra applausi scroscianti ed argute domande, la serata é trascorsa, allegramente, sulle note delle colonne sonore dei film di fantascienza più famosi.
Il libro, prodotto da Lulu, è curato fin nei minimi particolari e può essere acquistato solo su internet. Narra di un viaggio attraverso tempo, lo spazio e le dimensioni parallele. Il protagonista è Adam, un pilota di caccia che aspira a realizzare un sogno: pilotare una nave di classe Ultralux.
Ha aperto la serata Lucia Pirozzi; erano presenti in sala anche l’attore Raffaele Pedata, che ha letto con maestria un brano del romanzo, e la scrittrice Anna Falco, che ha animato la serata parlando di libri, di Spielberg, di Carla Fracci etc.