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giovedì 17 agosto 2017

PIOGGE PRODIGIOSE



Oggi affronteremo un argomento che, da sempre, è stato etichettato come leggende o racconti popolari: le piogge prodigiose. Fino alla metà del XVI secolo, in un arco di circa duemila anni, si trovano disperse in alcune fonti storiche e in varie opere erudite oltre un centinaio di segnalazioni di piogge o precipitazioni di sangue, di pietre, di carne etc. che sono altrettanto inesplicabili di quelle avvenute in epoche più recenti, le cui relazioni si trovano spesso stampate in pubblicazioni di tutto rispetto, in testi di Università e di Accademie scientifiche di ogni continente.
Cosa si vuole indicare con la generica dizione di pioggia prodigiosa? Ovviamente, qualsiasi precipitazione che riveste carattere di peculiare singolarità, cioè che esca chiaramente dai confini assegnati alla parola "pioggia" intesa come condensazione del vapore acqueo contenuto nell’atmosfera.
Questo tipo di evento coinvolge principalmente rane e pesci, ma non mancano storie di animali diversi. Ad esempio, la tempesta che nel 1578 portò su Bergen, una città della Norvegia, una pioggia di animali piccoli e squittenti. Proprio così, quel giorno a Bergen si è verificata una pioggia di topi vivi. Le cronache locali narrano di un evento definito apocalittico, quasi si trattasse di un castigo divino. Una particolarità: si trattava di insoliti ratti di colore giallo.

Un’altra testimonianza di un fatto accaduto nel vecchio continente è datata 11 luglio 1836. Perviene da un professore di Cahors (Francia) il quale inviò una lettera all’Accademia delle Scienze di Parigi. Nero su bianco il professore scrisse le seguenti parole: - Ad un certo punto vidi questa strana nuvola sui cieli, si trovava a circa sessanta tese di distanza da noi. I cavalieri che venivano da Tolosa furono costretti ad usare le loro giacche perché questa strana tormenta li colse di sorpresa e li spaventò soprattutto perché furono vittime di una pioggia di rospi… -
Questa frase descrive in modo chiaro e conciso che si verificò una pioggia di anfibi su quella città medievale. Un altro evento, riportato in tutto il mondo non soltanto per la sua straordinarietà, ma soprattutto perché avvenne in seguito a un terremoto, è la pioggia di pesci gatto avvenuta nel 1861 che durò per ben tre giorni! Gli abitanti della città-stato di Singapore infatti dopo aver subito il terremoto furono testimoni di questo strano evento. Le iscrizioni tramandate fino a noi raccontano che le persone raccoglievano il pesce in secchi lasciati fuori dalla porta, sembrava che il cielo, in qualche modo, volesse scusarsi di aver provocato il disastro.
La maggior parte degli animali muore a causa del violento impatto col terreno, ma una percentuale sopravvive alla caduta. Sono stati riportati anche casi molto particolari dove questi animali erano totalmente congelati o inglobati nel ghiaccio. Una cosa del genere capitò, nel 1997, a un pescatore giapponese, che venne colpito alla testa da un calamaro surgelato. Lo sfortunato nipponico rimase privo di sensi e riportò anche danni cerebrali. Se pensiamo a un calamaro ghiacciato che precipita da chissà quale altezza si potrebbe anche dire che, nella sfortuna, gli è andata anche bene.

Ma dal cielo non sono caduti solo anfibi e pesci, sono precipitati a terra, in diverse parti del mondo, anche altri animali più strani e pericolosi. Testimonianze recenti dimostrano che dal cielo possono arrivare anche ragni e serpenti velenosi.
Nella città Australiana di Goulburn, ad esempio, sia nel 2012 sia nel 2015 si è verificato un fenomeno sgradevole, legato a certi ragni migratori. Gli scienziati affermano che questi ragni, per riprodursi e diffondersi in nuovi territori, adottano la tecnica del "ballooning" o "floating", ovvero si riuniscono in punti particolarmente elevati e lanciano letteralmente in aria fiotti di setta affidandosi poi alla forza del vento che li trascina anche per chilometri fino a giungere in un nuovo territorio. Questo fenomeno non è per niente raro, alcuni l’avranno osservato nelle campagne, ma sicuramente fa più scalpore quando questi aracnidi cadono nelle zone abitate. Tempeste di questo genere si sono verificate in Brasile e in Argentina nel 2007 e nel Texas nel 2013.
Ma se invece di minuscoli ragnetti piovessero enormi serpenti neri? A questo terribile scenario assistettero i cittadini di Memphis (USA) verso la fine di gennaio del 1877. I giornali dell’epoca narrano di un diluvio di serpenti neri, lunghi fino a 45 centimetri. Questi rettili avevano letteralmente invaso le strade di questa città del Tennessee. C’e n’erano così tanti che la maggior parte di essi era intrecciata, formando un miscuglio di squame e viscidume che si trascinava per le strade come se fosse un fiume nero, in piena, durante una pioggia torrenziale.

Un fenomeno davvero inquietante e per fortuna anche meno frequente è accaduto proprio in Italia, a Messignadi, un piccolo centro della Calabria. Stiamo parlando di una pioggia di sangue e carne. Proprio così: nel 1890 si verificò la caduta di piccoli pezzi di carne e sangue che inzupparono gli increduli abitanti di un color scarlatto. Si è accertato che si trattò effettivamente di sangue e carne di uccelli provocata, secondo gli studiosi, dalla macellazione di uno stormo di pennuti avvenuta a causa di forti venti in quota. Questo però non spiega dove siano finiti ossa e piumaggio. Un fenomeno di questa categoria più recente si è verificato in Colombia, nel villaggio chiamato La Sierra Bagadó, nel 2008. Gli scienziati si sforzano di spiegare il fenomeno adducendo che, nelle zone interessate o nelle immediate vicinanze, sono presenti violenti fenomeni temporaleschi accompagnati da trombe d’aria. I mulinelli creati dal vento, passando sulla superficie di mari, laghi o stagni, oltre a risucchiare l’acqua come abitualmente accade, portano con sé anche alcune delle forme di vita presenti nel luogo specifico. In base alla forza e alla velocità del vento si possono verificare poi situazioni diverse. Se il vento è così impetuoso da trascinare gli animali nelle zone più alte dell’atmosfera, si assiste a piogge di animali morti, congelati o inglobati in blocchi di ghiaccio o, addirittura, a brandelli di pelle e carne come nel caso di precipitazioni di sangue. Se invece le raffiche sono un po’ meno intense e non toccano altezze così elevate, spesso accade che gli animali cadano dal cielo ancora vivi. Ma perché queste precipitazioni riguardino sempre e soltanto un’unica specie di animali alla volta rimane ancora un mistero.

A coloro che sono interessati a vedere dal vivo uno di questi fenomeni, consigliamo di andare nell’Honduras, nella città di Yoro. Qui tra maggio e luglio si verifica la famigerata "lluvia de peces" ossia la pioggia dei pesci, un fenomeno che si ripete ogni anno, da più di un secolo, tanto che ora fa parte del folklore locale.

martedì 8 agosto 2017

100.000 visualizzazioni!


Abbiamo (il merito è tutto vostro) appena superato le 100.000 visualizzazioni! 
Si tratta di un importante traguardo e pertanto, voglio ringraziarvi tutti per l'appoggio e la simpatia che avete dimostrato poiché, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi (qualcuno, bontà sua, non mi ha più voluto sulla sua pagina) avete continuato a seguirmi. Un ringraziamento particolare va ai seguenti gruppi, che hanno accettato di buon grado, di condividere i miei post:

A casa non ci sto
Cronaca Caserta
Giugliano Noi Ci siAmo
Licola - Varcaturo - Lago Patria
Marano di Napoli oggi
MB live
Popolo nolano
Qualiano
Sei di Calvizzano se...
Sei di Mugnano di Napoli in te world
Vivi Qualiano
Voce del popolo qualianese

domenica 6 agosto 2017

LA CREATURA

Questa storia è costellata da numerose testimonianze e versioni tutte differenti. L’unico elemento che mette tutti d’accordo è dove e quando questo caso sia iniziato: in una delle regioni più povere della Russia.
Come tante storie del genere, tutto inizia in un’estate molto calda. Correva l’anno 1996 e il piccolo villaggio di Kaolinory, nei pressi di Kyštym, non viene risparmiato dall’ondata rovente. Tamara Vasilieuna Prosvirina è un’anziana signora con lievi disturbi psichiatrici che ha la strana abitudine di decorare la sua casa con i fiori colti dal cimitero di notte. La sera del 13 agosto Tamara sta andando, come sua solita abitudine, al cimitero quando sentì degli strani lamenti provenire da dietro un albero, inizialmente pensò al verso di un qualche animale, ma mano a mano che si avvicinava alla fonte sonora si rese conto che quel verso era più simile a un grido infantile misto a un fischio. Girò intorno all’albero e scorse ai suoi piedi quello che, apparentemente, sembrava un bambino ancora vivo. Tamara immediatamente avvolse la creatura nel suo scialle e la portò a casa, gli diede anche un nome: Aleshenka e cominciò a trattarlo come se fosse suo figlio.

Il giorno dopo la nuora di Tamara, che si chiama come l’anziana, preoccupata, andò a far visita alla suocera dopo aver ricevuto una strana telefonata in cui la stessa le comunicava che aveva avuto un bambino. Quando Tamara Jr. arrivò a casa della suocera non riusciva a credere ai suoi occhi: sul letto, avvolta in uno scialle, c’era una strana creatura che ella stessa descriverà più tardi come qualcosa “non di questo pianeta!”. L’aspetto di Aleshenka era terribilmente inquietante: la pelle era grigiastra, la testa molto grande rispetto al resto del corpo e nella forma ricordava quella di una cipolla. Gli occhi erano molto grandi e a mandorla e sotto di essi c’era una piccola fessura da cui la creatura sembrava respirare. Tuttavia ciò che faceva più impressione era il suo modo di mangiare: nessuno vide mai la sua bocca muoversi, era come se succhiasse il cibo. Secondo Tamara Jr. la creatura si nutriva consumando letteralmente il cibo!

A partire da questo punto la storia si complica, poiché le versioni sono diverse. Qualche giorno dopo il ritrovamento di Aleshenka, Tamara venne ricoverata in un ospedale psichiatrico. Altri testimoniarono che, in realtà, fu un vicino a chiamare l’ospedale locale dopo aver sentito l’anziana donna affermare di aver avuto un bambino: ovviamente nessuno le credeva a causa dei suoi disturbi mentali ben noti al vicinato. Insomma, non è chiaro come Tamara sia finita in ospedale, quel che è certo però è che Aleshenka fu lasciato solo nella casa della donna senza che nessuno si prendesse più cura di lui. Durante tutto quel tempo, Tamara cercò disperatamente di avvisare il personale medico che il suo bambino era rimasto a casa da solo, ma nessuno le credette. I più curiosi cercarono di sbirciare dalla finestra della casa affermando di aver visto solamente “un gatto avvolto in alcuni stracci”. In effetti, le uniche persone che videro vivo Aleshenka furono sua nuora e un suo conoscente: Vladimir Nurdinov, noto alla polizia per aver commesso dei crimini di poco conto. Non si conosce il motivo per cui Nurdinov era solito visitare Tamara, fatto sta che quando l’uomo e Tamara Jr. vennero informati che era stata ricoverata, si recarono subito nella casa dell’anziana, ma era troppo tardi. Purtroppo trovarono la creatura ormai priva di vita, morta, probabilmente di stenti.

Non sapendo cosa fare Nurdinov prese con sé il corpicino rinsecchito di Aleshenka e lo portò a casa sua, li chiamò Vladimir Bendlin, un poliziotto locale. Bendlin ipotizzò subito che quelli erano i resti mummificati di un bambino e li portò dalla dottoressa Irina Yermolaeva per delle analisi. Fu subito chiaro che non si trattava di uno scherzo: quello era un vero corpo mummificato. La dottoressa, infatti, ammise che si trattava di un bambino prematuro deformato probabilmente dalle radiazioni causate dall’incidente di Kyštym, uno dei più gravi disastri nucleari della storia, secondo solo agli incidenti di Černobyl e Fukushima. Tuttavia Lyubov Romanowa, una sua assistente, che aveva visitato moltissimi bambini affetti da deformazione da radiazioni, riferì di non aver mai visto nulla di simile e che, secondo lei, quella creatura non poteva essere di origine umana! C’erano troppe differenze con l’anatomia di un normale bambino, almeno venti di queste riguardavano la testa che consisteva in quattro ossa che si chiudevano tra di loro con spigoli molto accentuati, senza contare che non aveva nessun apparato sessuale e gli mancava anche l’ombelico che tutti i mammiferi hanno.

La bizzarra storia di Aleshenka cominciò a diffondersi a macchia d’olio e i media iniziarono ad interessarsi alla vicenda facendo visita al piccolo villaggio russo. Dopo i media arrivarono molti esperti e appassionati di UFO e alieni. Nonostante fossero trascorsi diversi giorni, non era stato ancora eseguito, sulla strana creatura, l’esame del DNA. A questo punto, entra in scena Boris Zolotov, sedicente ufologo, ma noto per essere un ciarlatano, che si disse pronto ad effettuare il test del DNA. Bendlin, in buona fede, consegnò la creatura agli assistenti di Zolotov. Il poliziotto pensava di ricevere il risultato entro poche settimane, ma passarono i mesi e Boris Zolotov non si fece sentire. Venne rintracciato dai giornalisti della TV russa, ai quali diede una spiegazione a dir poco assurda: affermò che uno dei suoi assistenti, mentre stava guidando verso il laboratorio con il corpo, per le analisi, vide scendere dal cielo un disco volante che gli bloccò la strada. Zolotov proseguì dicendo che gli occupanti del mezzo vollero la creatura, poi se ne andarono sparendo all’orizzonte. Una storia assurda, talmente assurda che molti teorizzano che l’ufologo sarebbe stato costretto a consegnare i resti di Aleshenka non agli alieni, bensì ai servizi segreti russi, come affermano delle fonti anonime. Qualsiasi cosa accadde, i resti di Aleshenka non furono mai più ritrovati.

Tuttavia, qualche giorno dopo, una donna sconosciuta affermò di essere venuta in possesso della coperta che avvolgeva Aleshenka. La donna cedette la coperta a Bendlin chiedendo di sottoporla a un esame per la ricerca del DNA, non prima di essere stata rassicurata che le analisi sarebbero state effettuate da persone competenti. Tamara Jr. confermò che quella era effettivamente la coperta usata per avvolgere Aleshenka e i risultati del DNA mostrarono tracce di DNA umano, presumibilmente quelle di Tamara e tracce di un ceppo sconosciuto. Nonostante questo risultato, la relazione finale fu piuttosto contraddittoria: affermò che Aleshenka non era altro che un bambino prematuro (di una ventina di settimane) con gravi malformazioni. Ma i bambini nati così prematuramente non riescono a sopravvivere naturalmente per più di un paio d’ore dopo la nascita; Tamara, invece, l’aveva accudito per svariati giorni.

Si trattò, ancora una volta, di un tentativo di insabbiamento? Forse, ma ad avvalorare la teoria del complotto vi sono due insolite morti. Tamara fu vista l’ultima volta mente, nuda, di notte, vagava per strada. Le persone che la notarono cercarono di metterla in salvo, ma sopraggiunse un veicolo a tutta velocità che la investì, uccidendola sul colpo! Il veicolo non si fermò per prestare soccorso e non si trovò mai il colpevole. Pensate che Tamara aveva appena deciso di sottoporsi a ipnosi regressiva e Mark Milkhimer, un esperto in questo campo, era partito per raggiungerla. Ma Mark, che godeva di ottima salute, morì anche lui, subito dopo essere giunto a Kyštym, di un improvviso attacco di cuore…

venerdì 4 agosto 2017

IL MISTERO DELLE LUCI DI MIN MIN

Ci sono tutta una serie di fenomeni alquanto bizzarri che si producono in tutto il mondo, alcuni di essi sono meravigliosi e addirittura, spettacolari; sono oggetto di dibattito: terra di confine tra scienza e leggende. Dall’alba dei tempi, enigmatici globi luminosi appaiono nei cieli australiani e la loro origine rimane ancora oggi un mistero. Il fenomeno di cui parleremo è chiamato Min Min Light, in effetti, queste luci prendono il nome da un vecchio paese abbandonato che sorgeva tra Boulia e Winton, nelle aride e remote terre del Queensland.

Le luci Min Min sono state avvistate da migliaia di persone, ci sono diverse fotografie e video a riguardo e rappresentano uno dei misteri luminosi più documentati della storia. Diverse storie su queste ci vengono tramandate oralmente dagli aborigeni e risalgono agli anni prima della colonizzazione da parte degli europei: oggigiorno queste storie fanno parte del folklore australiano. Attraverso questi racconti siamo venuti a conoscenza che si tratta di luci di luminosità variabile, di varie forme e colori che spesso appaiono all’orizzonte e sembrerebbero seguire i viaggiatori. Le leggende, inoltre, raccontano che queste luci esercitano un potere ipnotico e le persone indotte a seguirle non tornerebbero mai più indietro. Secondo i nativi australiani questi fenomeni, un tempo rari, sono diventati sempre più frequenti con l’arrivo degli europei. La prima testimonianza scritta delle Min Min light risale al 1838. La ritroviamo nel libro "Six Months in South Australia" di Thomas Horton James. L’autore racconta nel suo libro: "Un gruppo di esploratori si era accampato nella regione del fiume Ovens, quando gli uomini si accorsero di un fuoco in lontananza. Alcuni di loro si allontanarono per indagare, camminarono per più di tre ore in direzione di quel bagliore per cercare di scoprirne l’origine, ma nonostante i loro sforzi non riuscirono a coprire quella distanza: il fuoco sembrava allontanarsi. Così tornarono indietro, piuttosto mortificati".

Da allora le testimonianze su questo fenomeno si sono moltiplicate in tutto il paese, la maggior parte di questi avvistamenti sembrerebbe essere concentrata in Channel Country vicino a Boulia. La luce si manifesta sotto forma di disco d’argento, o come dei flash lampeggianti nelle volta celeste. Particolarmente vari e discordanti, invece, sarebbero i diversi livelli di luminosità descritte dai testimoni. Alcuni suggeriscono che queste luci siano molto deboli, mentre altri raccontano che sono particolarmente luminose. Ci sono alcune testimonianze che, addirittura, parlano di luci molto forti, tanto da rendere impossibile fissarle direttamente. Anche le dimensioni delle luci sono diverse, perché alcune volte vengono descritte come simili a torce portatili e altre volte come dei fari di auto. Shelley Norton, direttrice dell’ufficio di turismo di Boulia, racconta che negli ultimi anni sempre più visitatori indicano queste luci nei cieli, in particolare coloro che fanno la strada da Boulia a Winton. Una famiglia si trovava in campeggio e il marito raccontò che si era alzato nel mezzo della notte per osservare una luna particolarmente luminosa, però quando uscì scoprì che in realtà c’erano due lune, una delle quali, dopo un po’ scomparve.
Shelly prosegue dicendo: "A volte è un oggetto luminoso che rimane costantemente alla stessa distanza, altre volte sembra seguire le persone, poi si divide in due o tre sfere infuocate" .

I contadini del posto parlano costantemente di strane e inquietanti luci che terrorizzerebbero gli animali, provocando improvvise reazioni di panico ed effetti fisiologici, come l’interruzione della produzione di latte nelle mucche. Oltre ai racconti e alle leggende si aggiungono anche testimonianze più accademiche come quella dello scrittore Henry Lamond, il quale nel Walkabout Magazine del 1937 narra di un’esperienza avvenuta durante la sua giovinezza, per l’esattezza nell’inverno del 1912, quando avvistò una palla di luce fluttuante, di colore spettrale. Henry racconta che si trattava di una luce che viaggiava a una velocità costante di circa 15 km/h e si trovava a una distanza dal suolo di 2 o 3 metri. L’autore è molto sicuro di questi dati perché viaggiava a cavallo e la luce lo inseguì fino a raggiungerlo, a quel punto si spense, come una lampadina bruciata.
Henry per 25 anni non raccontò mai a nessuno di questa sua esperienza perché non sapeva come spiegarlo, poi leggendo di altri racconti prese coraggio e decise di parlare anche lui.

La scienza ha tentato di dare una spiegazione a questi insoliti fenomeni luminosi, le teorie più accreditate sembrano riguardare i fenomeni di luce riflessa, i fulmini globulari e i fuochi fatui, fino ad arrivare ai più classici fenomeni UFO e di natura spirituale.
Una delle ipotesi più accreditate sostiene che le luci siano il risultato di noti fenomeni geofisici, detti piezoelettrici, ovvero di una proprietà particolare che possiedono materiali come il quarzo di generare una corrente elettrica se sottoposti a pressione o ad altre condizioni fisiche. Questo fenomeno sembra realmente dare origini alle famose luci di Hessadalen, il problema è che qui non sempre il territorio presenta le caratteristiche adeguate per generare un evento del genere.
Ma c’è un raro fenomeno denominato "Fata Morgana" che è causato dall’inversione termica e si verifica quando la luce proveniente da un oggetto viene rifratta e giunge così a un osservatore molto distante creando un miraggio particolarmente vivido che confonde e incanta per le sue strabilianti proprietà ottiche. Ad esempio, le scogliere irlandesi sono state osservate, in alto mare, come se fossero realmente vicine, a degli osservatori che, in realtà, si trovavano su navi distanti più di mille chilometri. Jack Pettigrew, uno scienziato all’Università del Queensland, che è stato anche testimone diretto delle luci Min Min, ha sempre sostenuto quest’ultima ipotesi.

venerdì 28 luglio 2017

CAVIE UMANE

Questo caso ci coinvolge poiché descrive una morte davvero inquietante. L’uomo in questione è stato vittima di una brutale quanto raccapricciante mutilazione, eppure ciò che gli è accaduto va ben oltre la brutalità. È stato vittima di una mutilazione plurima, mirata e sistematica: chiunque sia stato, ha operato con un livello di precisione e di conoscenze straordinario. Un altro fatto emblematico riguardava il sangue, non ce n’era traccia né fuori né dentro il corpo. Il fatto che l’operazione sia stata eseguita con rapidità ed estrema precisione rende il caso particolarmente inquietante.
 
Nel 1998, il ricercatore brasiliano Zapata Garcia e il Dott. Rubens Goes rivelano al pubblico, per la prima volta, delle fotografie trapelate da un insider della polizia brasiliana. Le foto sono scioccanti, ritraggono un uomo orribilmente mutilato e ritrovato alla fine degli anni ‘80 nei pressi del bacino idrico di Guarapiranga, situato nella zona meridionale di São Paulo, in Brasile. La polizia ammise che questo omicidio andava ben oltre la normalità di una qualsiasi mente criminale: non furono trovati segni di colluttazione o di arma da fuoco e il rapporto dell’autopsia confermò che le regioni ascellari su entrambi i lati mostravano dei piccoli punti da cui furono rimossi gli organi. Furono eseguite incisioni sul viso, sul torace, sull’addome, sulle gambe e sulle braccia. Fu osservata la rimozione di entrambe le aree orbitali, lo svuotamento della cavità della bocca, della faringe, del collo e dell’area delle ascelle, dell’addome e della cavità pelvica. Il torace era ridotto a causa della rimozione degli organi interni. Il tutto è stato estratto da dei piccoli fori collocati in posizioni strategiche i cui i bordi, circolari, erano perfettamente uniformi, così come pure le dimensioni. Questo livello di precisione suggerisce che l’operazione sia stata fatta con estrema rapidità mediante l’uso di laser o fonti di calore". Infine, l’autopsia rivelò un ultimo particolare, raccapricciante, ecco l’ultimo estratto: "Dopo aver aperto la cavità cranica ci siamo trovati davanti un risultato inatteso, un edema cerebrale che, in questo caso, indica una terribile morte agonizzante". In sostanza, si affermò che la causa di morte era un’emorragia acuta dovuta a numerosi traumi e un arresto cardio-respiratorio causato da dolore estremo: sì, quelle mutilazioni furono eseguite mentre la povera vittima era ancora viva!
 
Successivamente, venne resa pubblica anche la documentazione fotografica: le foto, ora, si possono tranquillamente trovare in rete, ne abbiamo mostrate alcune anche su questo blog (Cfr. Mutilazioni) anche se talune sono state parzialmente oscurate per proteggere l’identità della vittima. Vi avviso che le immagini che troverete non saranno affatto piacevoli. Mostrano un corpo tumefatto, di quella che, una volta, era una persona che negli ultimi istanti di vita ha sofferto in modo atroce. La polizia non ha saputo mai spiegare chi o cosa avesse potuto fare una cosa simile: sembra il lavoro di una macchina o peggio di qualcuno che ha visto nel povero uomo solo una cavia da laboratorio.
Qualcuno non di questo pianeta?
Su questo sito abbiamo già parlato delle mutilazioni del bestiame, un misterioso fenomeno nel quale si riporta la morte del bestiame a seguito dell’asportazione di organi e sangue. Questi casi hanno una caratteristica in comune: la precisione chirurgica delle asportazioni. Generalmente si può osservare l’animale completamente dissanguato al quale sono stati carotati gli occhi, le mammelle, gli organi sessuali, labbra, lingua, orecchie e asportati gli organi interni come il cuore o il fegato. Spesso viene riportata anche la rimozione della pelle nella zona della mandibola e l’area sotto l’orecchio esponendo completamente l’osso, inoltre le ferite, di tipo chirurgico, sembrano essere state cauterizzate dal calore e realizzate da strumenti di precisione che non provocano alcun sanguinamento. Come avete potuto capire, i tratti in comune con la mutilazione di Guarapiranga sono sorprendenti e ritengo, niente affatto casuali.

Stiamo assistendo a delle malefatte di una razza aliena? C’è chi è convinto che ipotetici visitatori non siano affatto amichevoli! Phil Schneider, un ex geologo e ingegnere, ha affermato che i militari sono a conoscenza di un "Costante conflitto con esseri provenienti dallo spazio". Ovviamente stiamo spaziando nelle teorie cospirative più estreme, ma questa affermazione sembra essergli costata cara poiché fu ritrovato esanime, in casa sua, il 17 gennaio 1996.
Gli ufologi brasiliani e la polizia hanno affermato che potrebbero esserci una dozzina o più di casi simili. Uno di questi casi riguarda il sergente americano Jonathan P. Lovette. A metà degli anni 50 era stato trasferito al poligono di prova dei missili di White Sand e un giorno il suo corpo venne ritrovato nudo e orrendamente mutilato in mezzo al deserto. Tre giorni prima un maggiore dell’USAF (United States Air Force) avrebbe testimoniato un fatto incredibile: il rapimento del sergente da parte di un oggetto volante a forma di disco. I genitali di Lovette erano stati rimossi così come il suo retto, asportati con la solita precisione chirurgica. Entrambe le cavità oculari erano prive degli occhi in una maniera del tutto simile alle incisioni fatte sulla vittima di Guarapiranga. Inoltre, la lingua era stata rimossa dalla parte inferiore della mascella. Il rapporto autoptico confermò anche la completa assenza di sangue, completamente drenato dal cadavere dello sfortunato sergente.
Qualsiasi sia la loro natura, queste mutilazioni non sono una leggenda, purtroppo sono fatti di cronaca.

mercoledì 26 luglio 2017

CYBERBULLISMO

Carolina Picchio si è suicidata a 14 anni. È morta dopo aver vissuto sulla sua pelle l'angoscia e il dolore che può infliggere il bullismo digitale.
"Le parole fanno più male delle botte" ha scritto Carolina nella sua lettera d'addio. Il suo papà, da quel momento (era il 2013) ha cominciato a lottare per avere una legge contro il cyberbullismo.
Instancabile Paolo Picchio ha iniziato a girare per le scuole per parlare con i ragazzi, mettendosi sulla loro "lunghezza d'onda" - ci tiene a sottolinearlo - perché bisogna far capire che il web è bello, ma va gestito e che tutto quello che viene postato non si cancella, che i ragazzi devono parlare, tra di loro, con gli insegnanti e con i genitori, e che quando un ragazzino si chiude in se stesso, non esce più di casa, rifiuta il cibo: c'è bisogno di un aiuto specifico.
A Milano è stato creato il primo centro per la cura del cyberbullismo. Il primario, Luca Bernardo, ha creato un modello di cura, che va portato in altri centri, in tutta Italia. Speriamo il prima possibile, perché il bisogno è reale: sono migliaia i minori curati nel 2016 per fenomeni legati alla Rete, al web, deep web e ai social network.



Oggi c'è una legge che definisce nero su bianco chi è un bullo, che dà il nome giusto a un crimine che si chiama cyber bullismo, che prevede soluzioni immediate per aiutare le vittime (la rimozione dei contenuti dannosi dalla Rete), provvedimenti per i colpevoli (l'ammonimento del questore e un procedimento rieducativo) e formazione per gli insegnanti e i ragazzi.
Accanto a Paolo Picchio, a lavorare sulla legge contro il cyberbullismo c'è sempre stata Elena Ferrara, senatrice ed ex insegnante di musica di Carolina.
La legge dà ai ragazzi la possibilità di chiedere a un sito di rimuovere i contenuti dannosi diffusi in Rete.
In pratica, un ragazzo che vorrà fermare un contenuto dannoso dovrà mettere un allert evidente, indicando il contenuto, magari fotografandolo e richiedendo la rimozione alla piattaforma o al gestore del sito. Tutto senza bisogno di uscire dallo smartphone.
Verrà presto preparato un codice di co-regolamentazione: i colossi del web potranno aderirvi, mettendo a disposizione dei ragazzi i dispositivi per fare le segnalazioni. I siti che parteciperanno a questo meccanismo avranno una specie di marchio di qualità e questo farà la differenza: la stessa che c'è tra stare in una piazza dove la circolazione è inibita e quindi i bambini possono giocare tranquillamente oppure stare in un luogo aperto al traffico.
Questa specie di cordone di protezione, però, è riservato esclusivamente ai minorenni, ma è proprio nella fascia dei 14-18 anni che, purtroppo, nell’ultimo periodo, si sono verificati i casi più drammatici. Inoltre, gli ultradiciottenni possono andare a fare una denuncia di persona, cosa che i minori non possono fare.
La legge prevede un procedura di ammonimento per il bullo. Il questore convoca il minore con il genitore per ammonirlo. Si tratta di un provvedimento studiato per educare e responsabilizzare i giovani, che anche inconsapevolmente, si rendono responsabili di comportamenti penalmente perseguibili. Nella procedura di ammonimento si identifica non solo il soggetto responsabile, ma si contempla anche chi fa parte del "branco". Se c’è un soggetto gregario che, magari, ha messo dei like o che ha rinforzato i contenuti d'offesa, a maggior ragione deve essere coinvolto nel percorso rieducativo. A volte anche solo un like può rendere una persona corresponsabile di reato. La procedura di ammonimento è importante perché mette subito un ragazzo o una ragazza di fronte alle sue responsabilità e a un percorso di risocializzazione: subito, senza aspettare processi.



I ragazzi, quando possono, espongono situazioni in cui si trovano in difficoltà: quando, per esempio, qualcuno cerca di carpire una loro foto intima, si confrontano con un grande disagio. Se non danno la foto saranno "tagliati fuori", se la danno intuiscono che entreranno in un girone infernale. Questo conflitto riguarda la loro esistenza e la loro quotidianità: uno stress che noi adulti non abbiamo mai vissuto. Questi ragazzi in difficoltà hanno un forte bisogno di essere ascoltati. Le statistiche ci dicono che non parlano con i genitori, né con gli insegnanti, a volte neanche con gli amici. A volte sono gli stessi amici a tradire: si creano situazioni di isolamento estremo, che portano i ragazzi a pensare che la vita non abbia più senso. Sono situazioni di questo genere che, a volte, portano al suicidio gli adolescenti.

sabato 22 luglio 2017

SONO FUOCHI O ROGHI?

Fuoco: non si parla d’altro. Ed è vero il nostro bel Paese è devastato dagli incendi. Si tratta, per lo più di sterpaglie che hanno preso fuoco, non proprio spontaneamente e questo principio ha innescato incendi  di ben altra portata che hanno distrutto boschi e colture, che hanno messo in pericolo persone, cose e animali. Eppure di tutto questo non si parla. Si parla, invece, di terra dei fuochi, dei roghi tossici e dei rom.
Vero: pur sempre di fuoco si tratta, ma malattie diverse anche se danno gli stessi sintomi vanno curate in modo differente. Una cosa è mettere un freno a un’emergenza che, passati i mesi estivi, troverà con le prime piogge la sua naturale soluzione; ben altra cosa è porre un deterrente all’intreccio economico e criminale che genera i roghi tossici. Nel primo caso per arginare il fenomeno può bastare il controllo a vista del territorio e l’intervento dei mezzi antincendi, nel secondo caso no. Sono scesi in piazza le autorità (politiche) una miriade di gruppi, di organizzazioni, di giornalisti, è scesa in campo la federcaccia: tante, troppe “anime” diverse in disaccordo su uno stesso problema. Sembra, invece, che tutti siano in cerca di consensi e di quel attimo di notorietà che questo evento, stagionale, è in grado di offrirgli.
A tutto questo, la gente, risponde con la paranoia.
-    Si respira solo fumo – grida una signora, mente aspira voluttuosamente dalla sua sigaretta. 
Ma una sigaretta, in fondo, cos’è? È composta principalmente da un’erba secca, il tabacco, a cui viene dato fuoco. 
Che centra, mi risponde, “quello” il fumo appesta l’aria e provoca i tumori!
E la sigaretta, invece? 😊